Tuesday, September 15, 2015

Biancaneve

Tanto tempo fa, in un paese lontano lontano, viveva una famiglia felice, con un papà re e una mamma buona. Nella famiglia c'era anche una bimba, dalla pelle bianca come la neve, che per questo motivo portava il nome di Biancaneve. Purtroppo, quando Biancaneve non aveva ancora cinque anni, la mamma morì di una brutta malattia, e il papà si risposò con una bellissima donna, che però rivelò d'avere una pessima influenza sul papà ed essere un pericolo, invece che un rifugio, per la piccola Biancaneve. La nuova regina era invidiosa della bellezza, sempre più prominente, della ragazzina, e presto escogitò un piano terribile per farla uccidere.

Ma il guardiacaccia, cui era stato assegnato l'ingrato compito, tenne fede più ai suoi princìpi che alla regina malvagia, e liberò la piccola Biancaneve nel bosco piuttosto che ucciderla. Biancaneve si rifugiò nella casa dei sette nani, e lì visse relativamente tranquilla finché un brutto giorno la regina cattiva, attraverso lo specchio magico, che le parlava dicendole come stavano veramente i fatti, scoprì che Biancaneve era ancora viva. La regina, dedita alla stregoneria, si mascherò da vecchia mendicante e andò a completare da sola il compito che nessun servitore avrebbe mai avuto il coraggio di portare a termine: uccidere Biancaneve, somministrandole una mela avvelenata.

A nulla valsero le raccomandazioni alla prudenza dei sette nani: Biancaneve non poteva sospettare di quella graziosa e gentile vecchina, quindi morse la mela e ne rimase avvelenata. I sette nani caddero in un luttuoso sentimento di disperazione e costruirono per lei una bara trasparente affinché tutti potessero lenire il dolore per la perdita di Biancaneve, ricordando almeno la sua bellezza. Ma un giorno passò nei pressi della tomba di Biancaneve un principe: il principe azzurro. Non aveva mai visto tanta bellezza in alcun essere vivente e ne rimase rapito. Ordinò ai suoi servi di aprire la bara, nonostante i dubbi e le riluttanze dei sette nani, e non resistette alla tentazione di posare un tenero bacio sulle labbra di quella creatura tanto bella.

Stupore e incredulità! Biancaneve sbattè gli occhi come se non fosse stata morta fino a quell'istante, ma solo assopita in un profondo sonno. L'incantesimo di cui tutti ignoravano l'esistenza era stato rotto e la bella Biancaneve era di nuovo in vita: qualcuno pianse di felicità, tutti giubilarono come per un dono inaspetttato, mentre il principe continuava a guardare quella creatura meravigliosa, che ora gli doveva anche la vita stessa, dato che era evidente che il bacio del principe azzurro era la chiave di volta per la fine dell'incantesimo maledetto.


"Oh, Biancaneve, sei bellissima.."
"Grazie, mio salvatore, ti devo la mia stessa vita, te ne sarò per sempre grata. Hai un nome, così che io possa chiamarlo e dichiarare la mia eterna riconoscenza?"
"Un nome.. oh bella.. tutti mi chiamano Principe azzurro, è così che si rivolgono a me, ma di un nome non ricordo d'aver mai udito", rispose il principe sorpreso.
"Daccordo, principe azzurro, allora è così che ti chiamerò, e forse dovrò imparare a chiamarti re azzurro, se un giorno tu erediterai il trono di tuo padre e se avrai la bontà di soddisfare il mio desiderio di essere la tua sposa.."
"Biancaneve - esclamò il principe azzurro sorpreso, ma con un tono tale che non potesse essere sentito dalla folla acclamante attorno al sepolcro aperto - tu già mi sorprendi per la terza volta quest'oggi: sei risorta, mi hai chiesto un nome e ora.. mi proponi di sposarti? Io sono uso a credere che siano i principi e i re a chieder la mano delle loro destinate, e non il contrario.."
"Oh, principe azzurro, devi scusarmi.. io sono sì una principessa, ma ho avuto una vita abbastanza complicata, e non sono tanto avvezza ai protocolli e alle usanze di una corte ufficiale, perché quando ero piccola ne sono stata esclusa.."
Il principe inorridì: "Biancaneve, che hai fatto di male per meritare ciò?"
"Nulla, t'assicuro: la mia matrigna, la sposa di mio padre il re, mi odiava e forse m'odia ancora, perché sono più bella di lei."
Il principe sembrò pensoso. Stette in silenzio per due lunghi minuti, poi profferì:
"Come è mai possibile che una matrigna, una moglie reale, una sposa fedele, addirittura odii la discendenza del proprio marito. Questo non è dato in un mondo che sia degno di rispetto!"
"Oh caro principe azzurro, l'odio non è tutta la storia: ella mandò i suoi fedeli per uccidermi e poi mi uccise lei stessa, con le sue mani e i suoi sortilegi perversi!"
"No, no no! Questo non è possibile! Non finché io sono su questo mondo: una famiglia reale non odia il proprio unico rampollo, i re hanno una responsabilità verso i sudditi e verso il Firmamento tutto! Devono governare secondo giustizia e assicurare prosperità al regno, non terminare la propria stirpe! Io non accetto che questo sia possibile in alcun modo! Che faceva tuo padre mentre questo accadeva? Era lui stesso morto, o si nascondeva come un vigliacco?!"
Biancaneve sembrava ora spaventata, come chi si sveglia per un improvviso brusco rumore.
"Principe, io ero piccola, ma sento che mio padre mi amava, e non lo chiamerei mai vigliacco.. e no, non era morto, ma credo succube d'un sortilegio egli stesso; ho imparato che le cose peggiori possono venire da chi credi d'amare, mentre l'amore spesso ti raggiunge da chi pensi che t'odii.. così fu quando il guardiacaccia mi baciò teneramente e mi chiese di scappare nel bosco, ché la vita mi era stata risparmiata, forse a prezzo della sua stessa vita, quando si sapesse che aveva disatteso gli ordini della regina.."
"Un guardiacaccia, un volgare cortigiano ti ha baciata? Non sono dunque il primo?"
"Principe, non capisci, era un bacio innocente, io ero una bimba, lui stava mettendo la sua vita nelle mie mani (se infatti la regina cattiva avesse saputo che non ero morta, la sua vita sarebbe stata alla mercé), per salvare la sua principessa da morte certa.. eh si che lui sapeva come uccidere: quando mi baciò era sporco del sangue di quella gazzella il cui cuore avrebbe portato come prova fasulla dell'efferato delitto.."
"Biancaneve, la tua storia mi confonde quasi più della tua bellezza.."
"Oh, principe azzurro, mio amato principe azzurro, tutto è così perfetto in te, i tuoi occhi azzurri come il tuo sontuoso vestito, la tua muscolatura forte e la mascella quadrata, come quella degli uomini forti!"
"Biancaneve, io ti sposerò e tu sarai la mia regina, e insieme distruggeremo il regno maligno che ha potuto espiremere tanta cattiveria contro i suoi sudditi e contro la sua stessa principessa".
"Non tutti sono cattivi, mio caro principe azzurro.. non tutti meritano d'essere distrutti: quei sette nani, ad esempio, i loro nomi si che li ricordo bene e mi son cari: Cucciolo, Brontolo, Eolo, Gongolo, Mammolo, Dotto, Pisolo.. ho vissuto con loro per lunghi anni..."
"Nani? Vivevi con loro? I nani son creature minori, errori della natura. Spesso maligni a causa del risentimento che provano verso chi è normale e ancor di più verso chi è bello e potente."
"Principe, che diamine dici? Loro mi hanno ospitato e nascosta per anni: a loro debbo forse gli unici anni felici che ho vissuto fin ora; l'amore che mi davano incondizionatamente era più di quello che avrei mai potuto desiderare; riassettare la loro casa e preparar loro da mangiare era per me una benedizione divina, loro sono stati e sono la mia FAMIGLIA!"
Il principe allontanò inpercettibilmente il viso dal volto di Biancaneve, acuendo l'espressione sperduta che durante il loro dialogo s'era disegnata nei suoi lineamenti regali.
"Dunque tu fai parte della famiglia di questi.. piccoli esseri? Tu hai lavorato per loro? Sei stata serva dei tuoi servi?"
"Oh, principe, se non sapessi che sei principe comincerei a dubitare del tuo intelletto.. non capisci che l'imperfezione fa parte di questo mondo, che l'amore prescinde dai ruoli e dalle convenzioni e che - soprattutto - la Felicità non è una cosa scontata, non viene sempre da dove ci aspettiamo e a volte dobbiamo combattere per averla, e senza certezza di vincerla?"
A quel punto il principe s'irrigidì.
"Essendo il Principe azzurro mi aspetto di non aver problemi a comprendere alcunché; tuttavia non ti seguo appieno. E per dirla tutta, non sono neanche più certo di voler ascoltare queste tue strane teorie. Sei bellissima, Biancaneve, ma ti chiederei di rimaner in silenzio alla mia presenza, così che io non rimanga turbato dalle tue idee.. originali".

Gli occhi di Biancaneve subirono una mutazione: essi esprimevano amore profondo e desiderio coniugale all'inizio di questa sofferta conversazione, ma da qualche minuto parlavano di sofferenza e compassione verso chi stranamente non riusciva a capirla, per poi passare a sorpresa con un retrogusto di sospetto verso un oggetto - inizialmente desiderato - che improvvisamente aveva rivelato come un cattivo odore che lo rendeva in qualche misura, quasi, potenzialmente..  repellente? Era repulsione quella che Biancaneve provava? Qualche perfido incantesimo stava ancora esprimendo l'ennesimo maleficio nei suoi confronti? Stava provando l'istinto di fuggire da chi le aveva - anche se inconsapevolmente - salvato la vita e chi le si stava proponendo come il giusto partito per un matrimonio che s'annunciava felice e prospero?

"Principe, oh principe.. tutto è così perfetto in te. Tutto è così perfetto attorno a te. Qualsiasi cosa non sia perfetta come tu sai che dev'essere, sparisce immediatamente dalla tua realtà. La tua famiglia ti ama e ti ha sempre amato, i tuoi amici sono leali e fidati, i tuoi sudditi son fiduciosi e asserviti, i tuoi nemici hanno intenzioni belligeranti espresse chiaramente e quando ti combattono, lo fanno solo per soccombere senza perdite di rilievo da parte tua, gli eventi stessi della vita non ti pongono troppe difficoltà, ma si limitano a darti occasione per mostrarti valoroso. Io ho paura, mio caro principe, di non essere degna di starti al fianco: io che dimenticata da mio padre ho rischiato di venire uccisa, io che braccata dalla mia stessa mamma ho dovuto condividere la mia regale vita in promisquità con sette uomini sfortunati, io che so essere irriconoscente verso chi mi ridà la vita, io che ho imparato a amare l'imperfezione, oggi so anche scappare dalla perfezione. Non è la perfezione che mi rende come sono, ma l'imperfezione. Non è la fortuna che mi insegna a vivere, ma la sventura. Non è la mia bellezza o l'abilità a tener la testa alta quella per cui tutti ricordano il mio nome con amore, ma la mia voglia di rialzarmi. E ti ringrazio, o principe, perché oggi tu non solo mi hai riportato in vita, ma mi hai anche insegnato una cosa che mi sarà utile in seguito, lo sento: ho paura e voglio fuggire da chi mi vuole cambiare, non importa se vuole semplicemente cambiarmi da viva a morta o se vuole - come te - che io stia zitta per non turbarti con le mie idee originali; il cambiamento, il miglioramento è qualcosa che nasce, se nasce, da dentro sé stessi. I migliori maestri stanno zitti, i migliori disceploli parlano ai propri maestri, che si limitano a rispondere. E tu, povero principe azzurro, che oggi mi hai ridato la vita, non sei per me meno pericoloso di chi ha sempre cercato di togliermela.

Detto questo, Biancaneve si alzò barcollando un po' dalla sua bara, scese i due gradini che la separavano dal prato attorno e, sotto gli occhi impietriti del principe e nel silenzio stupito della piccola folla che avevano intorno, a piedi nudi si incamminò verso la foresta....

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